Roma ha vinto

Roma ha vinto. E questa è la cosa più importante.

Dopo l’indecorosa uscita di Bergamo non contava niente altro che portare a casa due punti, non importava come, era necessario solo vincere e basta. E per circa tre quarti di gioco la speranza che si potesse vincere aveva abbandonato la testa dei seguaci della Virtus che non con lo stesso divario ma con spirito simile, stava rivedendo la stessa squadra uscita con le ossa rotte dalla giornata precedente.

Roma è indietro, soprattutto a livello di gioco e la condizione di qualche giocatore non è ancora ottimale. Ma vincere aiuta a vincere e le vittorie aiutano a velocizzare e rendere più fluidi i processi di costruzione di una squadra. Nota di viaggio: mercoledì si gioca con l’Eurobasket.

L’ha vinta il carattere e quel qualcosa in più di cui sono dotati determinati giocatori.

Moore e Sims sono due giocatori evidentemente fuori categoria. E se Sims in questo momento viaggia a doppie/doppie ed una leadership evidente per Moore il discorso è diverso. Ieri si è preso responsabilità e squadra sulle spalle nell’ultimo quarto e con canestri importanti ha vinto l’incontro, dopo tre quarti impalpabili. Potrà sembrare strano ma Moore più di Sims deve essere lo “sceriffo” in maglia Virtus Roma: più di un fatto tecnico è un fatto “emotivo” e “caratteriale” che spinge a scrivere una riflessione del genere e che vede nel giocatore ex Brindisi potenzialità che ora sono espresse forse alla metà delle proprie possibilità.

C’è bisogno di qualcosa in più, di un “more” di Moore, di quattro quarti di controllo emotivo e tecnico dell’incontro, prima dei punti (fondamentali).

Migliore in campo con Biella è Tommaso Baldasso ed ogni volta che si nomina il giovane torinese si apre il vaso di Pandora. Sta giocando bene e con carattere, versione opposta di quanto visto lo scorso anno e solo gli stupidi non sanno cambiare opinione quando è giusto e solo gli stupidi non sanno cambiare quando gli è richiesto, in generale.

Ieri ha giocato minuti importanti da playmaker ed ha risposto presente alla chiamata di responsabilità di Piero Bucchi, guidando la squadra nel momento più delicato, anche con canestri di gran bella fattura.

Come Baldasso si meritano un brindisi alla vittoria sia Massimo Chessa che Daniele Sandri. Il primo non per minuti o per punti ma perché entra e segna ed alla fine accende lui le luci di Roma quando sembrava inevitabile il cortocircuito. Il secondo perché ha dimostrato che non è solo una gran bella difesa ma anche punti e una variabile tattica (vedi quando sfrutta il post-basso) importante per l’economia del gioco. Manca un tiro affidabile da tre punti ma non manca il carattere.

Al gioco delle figurine Roma è forte, anzi fortissima. Due americani come i suoi non ce li hanno in tanti, anzi quasi nessuno, forse solo la Fortitudo Bologna (che ha appena mandato al tappeto Treviso, non pizza e fichi). Ma i campionati non si giocano e con le sole figurine e come successo per altri in passato bisogna calarsi in una realtà tatticamente complicata come la Serie A2, e Moore deve accelerare vertiginosamente la propria crescita. E va necessariamente trovato un equilibrio tra il “pacchetto” italiani ed il talento dei due ragazzi americani, creando una situazione di funzionale e produttiva complementarietà.

Mercoledì (ore 20.45) si riaprono le porte del Palaeur e c’è l’Eurobasket. Continuare a vincere, forse ancora non importa il come ma bisogna iniziare a pensarci. Però, vincere.

Il codice delle paste

Le paste.

Chi ha vissuto uno spogliatoio, non può non conoscere il valore intrinseco ed estrinseco di un vassoio di paste che si materializza a fine allenamento. I motivi sono tra i più disparati, tra i più folli.

Ci ha pensato il genio di Riccardo D’Onofrio, giocatore di Serie D della squadra romana di La Salle a stilare un vero e proprio “Codice delle paste”. Un regolamento che indica quantità e qualità da somministrare, le paste “anagrafiche” (con indicazione di ogni singolo compleanno) e quelle “accessorie”, la commissione giudicante e le more, perché chi non rispetta le regole va incontro a delle sanzioni. Insomma Dura Lex, sed Lex con un’ aggiunta: autem Paste. 

Una Virtus Roma con prosciutto, stracciatella, pomodorini gialli ed origano. Ed un po’ cacio e pepe.

Il riassunto della domenica appena trascorsa è tutto in una pizza meravigliosa, quella con crudo, stracciatella, pomodorino giallo ed origano ed in un supplì con dentro i tonnarelli cacio e pepe ed una crocchetta con provola, patate e speck. La pizzeria si chiama 180 Gradi e sta a Centocelle, ed è incredibile come una cena ti possa far capire più di tanto altro sulla Virtus Roma e su tanto altro in generale.

Quella pizza ha una meravigliosa identità, come quel supplì con dentro il tonnarello cacio e pepe. Sa cosa vuole essere e sa cosa vuole. Non come quelle pizze gourmet che si fingono qualcosa che non sono, che si sentono in dovere di complimenti e di attenzioni pur non meritandoli, e peggio ancora sono quei supplì cacio e pepe che ci vengono rifilati ad ogni menù ma che per quanto vogliano solleticare l’attenzione del cliente (o del lettore, scegliete voi) rimarranno sempre degli sterili tentativi di un qualcosa che ruberanno, si, magari l’occhio, ma mai il palato. Ed il giorno dopo sono da buttare perché hanno un sapore rancido e stantio, perché così da soli alla fine assomigliano ad un nulla o forse ancora di più ad un qualcosa che hanno provato ad essere e che invece non sono  e non possono essere, solo dei banali tentativi. E la Virtus Roma sul campo, sa cosa è e cosa vuole essere e Piero Bucchi ha ben chiaro cosa deve migliorare d i questa squadra, vuole essere come quella pizza e come quel supplì col tonnarello dentro.

Quando la Virtus Roma vince, è davvero bello. C’è il ritorno al PalaEur, una squadra forte, la ripresa di quella meravigliosa routine, fatta di riti e preparativi che ogni domenica, per un anno intero, ci accompagnano. C’è il tornare a fare una radiocronaca, anni dopo. Non c’era una persona che ieri non si è concessa un minuto per regalarsi una foto in quello che per tutti è stato un ritorno a casa. C’è il ritrovare ed il conoscere, vecchi e nuovi volti, di un nuovo anno.

C’è un papà che con la maglia di Bodiroga porta sulle spalle il figliolo sugli spalti del PalaEur ed alla fine ci si rende conto che è tutto qui.

La partita con Cassino era tutt’altro che facile e questo non vuol dire che dunque doveva essere difficile ma avere dinanzi chi “non ha nulla da perdere” è ancora più rischioso mentalmente chi dinanzi a te ha il tuo stesso bisogno di vincere. La squadra è forte, c’è poco da dire.

Sims (24 punti, 15 rimbalzi e 2 stoppate) assomiglia a Django: quell’omone grande e grosso rappresenta non solo un gran bel giocatore ma anche un simbolo di qualcosa di più, di chi è arrivato (visto il mercato effettuato) per liberare la Virtus dalle catene che negli scorsi anni hanno portato i capitolini a disputare (su tre campionati di A2) per due volte i playout.

Moore invece non è grande e grosso, è semplicemente più intelligente e maledettamente competitivo, altrimenti con quei centimetri non giocherebbe ad un certo livello. Di quelli così ci si innamora facilmente: per tre quarti è stato con il freno a mano tirato e poi nell’ultimo si è scatenato e ha praticamente addormentato gli avversari. Il pacchetto italiani è di livello: esce Sandri, entra Santiangeli, esce Chessa, entra Saccaggi, esce Landi, entra Alibegovic, vabbè insomma è chiaro il concetto. Ognuno è una soluzione ed ognuno allo stesso tempo è un’alternativa, che consente alla squadra di avere una natura offensiva e difensiva, soprattutto costantemente credibile. Non ci si è dimenticati di Tommaso Baldasso, a cui va una menzione d’onore: si, ci sono un paio di palle perse, ma ci sono un passaggio illuminante (anche due) e canestri di grande maturità che regalano l’immagine di un “Tommy” in versione nuova per questa stagione. Forse troppe le critiche lo scorso anno, forse troppi gli errori, forse proprio sbagliato tutto l’anno.

Se la Virtus Roma dovesse riuscire ad essere sempre collegata alla corrente elettrica, allora il cortocircuito emotivo per i tifosi è presto servito ed il temporale per gli avversari è pronto a scatenarsi.

Foto testimoniano che ieri ci fosse una grande fila fuori al botteghino a ridosso della partita e che dei tifosi, stufi di farla, se ne siano andati. Partendo dal fatto che già il solo esserci una fila è qualcosa di incredibile rispetto alle scorse annate, ora sicuramente la società qualcosa farà per evitare che qualcuno abbandoni di nuovo la voglia di acquistare il suo biglietto. Parola di Paolo Ronci: “A nome dell’azienda mi scuso per quanto avvenuto con tutti i tifosi che hanno subito dei disagi. Abbiamo monitorato la dinamica già ieri e preso nota degli errori fatti e delle criticità rilevate e pur non potendo risolvere immediatamente tutto, ci siamo già attivati. Un team è già da oggi al lavoro per migliorare anche questo, come stiamo facendo su tutti gli altri fronti. Il servizio sarà migliorato già dalla prossima partita in casa contro Leonis”. 

Ed ora è il momento di andare da chiunque in questa città pratichi o ami la pallacanestro e convincerlo ad entrare la domenica a sostenere la squadra. Con promozioni, con sconti di gruppo, in qualunque modo.

E fuori il merchandising che quei colori e quella maglia sono qualcosa di meraviglioso. Ok, calma.

Era solo la prima, dalle prossime due e poi dal derby, si capirà tanto. Ma anche se qualcosa non dovesse andare, calma. Ma non troppa.

E’ ora di emozionarsi. E’ ora di tornare in quella pizzeria, dopo una partita della Virtus.

Nasce Basket501, la frequenza del basket romano!

Il basket romano ha la sua frequenza: ecco “Basket 501”, il nuovo progetto dedicato ai canestri della capitale, ideato da Francesco Ciccolella ed Edoardo Caianiello.

Ogni lunedì dalle 20.30 alle 22 sarà possibile per tutti gli appassionati collegarsi con “Radio Colosseo” (www.radiocolosseo.it – scaricando la app) per ascoltare quanto successo nel weekend, dalla serie A2 sino alle cosiddette “minors” (maschili e femminili), per conoscere i protagonisti del mondo della palla a spicchi romana ed i romani in giro nel mondo!

Ma non solo: ci sarà la possibilità di poter ascoltare le  radiocronache delle partite in casa ed in trasferta della Virtus Roma, chiamata ad una stagione importante, impreziosita dal “romantico” ritorno sul campo di gioco del PalaEur.

Basket, basket, e ancora basket, tra un monumento e l’altro, tra un’uscita del raccordo e l’altra, tra una coda nel traffico e l’altra, da Roma Nord a Roma Sud, da Roma Est a Roma Ovest.

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