Le pagelle di Eurobasket – Biella: la difesa vince la partita. Hollis, come bere un bicchier d’acqua.

E’ la difesa del terzo e del quarto periodo che lancia in volata i ragazzi di Corbani. Hollis è devastante offensivamente, Amici un alleato valido per la vittoria.

Fall, voto 7: piazza le stoppate decisive dell’incontro, quelle che lanciano in attacco i canestri che valgono il match. Solido.

Zeisloft, voto 6: ha una meccanica ed una postura di tiro da far vedere ai bambini e sul pick and roll mostra capacità di lettura davvero interessanti. Sono 8 punti e 4 assist, da sincronizzare.

Fanti, s.v.

Infante, voto 6,5: non segna in attacco ma in difesa è lui a cambiare il ritmo al match, proprio quando Corbani lo mette a dirigere le operazioni nella zona che cambia la partita. Carica i suoi, è l’anima dell’allungo finale.

Loschi, voto 6: ci mette carattere e Corbani lo tiene in campo nei minuti decisivi dell’incontro. Si adegua con intelligenza al nuovo ritmo difensivo e prova a starci dentro, può dare sicuramente di più.

Cicchetti, s.v.

Amici, voto 7: è il perno centrale del gioco della Leonis e di Corbani, con il quale è in contatto durante tutta la partita attraverso sguardi e cenni d’intesa. Gioca play, guardia, ala e seppur impreciso al tiro, è imprescindibile per il raggiungimento del risultato. Tuttofare.

Piazza, voto 6,5: è un unico all’interno del campionato. Playmaker puro, detta i ritmi e prende i tiri con un’intelligenza ulteriore. Metronomo.

Tourè, s.v.: un fallo fatto ed una palla persa in sei minuti, troppo poco per giudicarlo.

Hollis, voto 8: il suo secondo tempo, in particolar modo l’ultimo quarto, sono uno show a livello offensivo in cui si carica la squadra sulle spalle e non sbaglia praticamente nulla, segnando canestri con una facilità disarmante. Piega le gambe in difesa, è il migliore della partita. Mvp.

Corbani, voto 7: nel secondo tempo cala l’asso e schiera una zona che blocca l’attacco di Biella. Si affida ai suoi veterani nel momento del bisogno e da loro ha le risposte che cerca. Deve recuperare Zeisloft che può essere un’arma letale per il suo gioco. E’ dalla difesa che nasce il suo attacco.

GRA #1 – I Senior della ND Roma ASD

“Caro Basket501,

abbiamo deciso di raccontarti l’avventura di un gruppo di ragazzi fantastici, ormai giocatori minors a tutti gli effetti, che sta scrivendo un capitolo entusiasmante della ND ROMA ASD.

L’inizio di questo capitolo, che abbiamo chiamato “i Senior”, è datato luglio 2017, quando sul playground esterno tra curiosità e un po’ di scetticismo (ma non diteglielo!) è andato in scena il primo allenamento, il primo non di minibasket della nostra storia. Papà che tornavano a giocare dopo 20 anni, altri che non avevano mai toccato un pallone da basket e poi i soliti amici di amici.

Nessuno con le scarpe da basket. Tutti pronti a mettersi in gioco, con sorriso e passione.

Fin da subito questi ragazzi hanno reso concreta la parola SQUADRA, dimostrando che il vero valore aggiunto è la forza del gruppo, il bello di stare insieme, di condividere il campo e il dopopartita. Da quell’allenamento là, iniziato in meno di 10, questo gruppo ha conquistato le divise, comprato i palloni nuovi e anche il sopramaglia. E oggi sono 18, c’è il Capitano, il Vice Capitano, il “polemico”, quello che aggiusta tutto, chi porta da bere ecc., tutti con un senso di appartenenza incredibile

Dopo una stagione di amichevoli, di allenamenti, di partitelle tra di noi, hanno deciso tutti insieme di affrontare un campionato, di provarci, di confrontarsi e di divertirsi. E’ una frase banale, ma assolutamente vera, la vittoria sarà esserci. Si faranno apprezzare per quello che sono, per quella che è la storia di questo gruppo, per i giocatori che la compongono e per tutti i tifosi (incredibilmente tanti) che ci supportano, vengono a vederci, credono in noi. Che non abbiamo fenomeni, ma solo ragazzi che hanno riaperto il loro cuore al basket, lo sport più bello del mondo.

E se ce lo permetti, rubiamo due righe per augurare ad ognuno di loro di finire la stagione con il pensiero che “vale sempre la pena giocare a basket”, aldilà dei risultati, aldilà di quello che faremo.

Ai veterani Dino, Mauro, Andrea, Stefano, Piero, Massimo, Marco, Enrico e Alessandro diciamo grazie per aver reso possibile questo capitolo così divertente della nostra storia. A Francesco, Rinaldo, Matthieu, Saverio, Marco, Leo, Alessio, Gabriele  ed Elena un grazie per averci scelto. A Angelo, Fabio e Vincenzo, che li aspettiamo presto.

E a Tony, che un giocatore senior ci voleva diventare, promettiamo che ogni canestro segnato sarà per lui.

Buona pallacanestro anche a te, Basket 501.

 

Giulia, Giorgia, Simona.”

 

Pellaria!

C’ha ragione Carl Brave: stamo  pe’ l’aria. Un’altra vittoria, un’altra partita fatta di emozioni. 2780 persone, pulsanti.

Finalmente quelle dita scorrono sul touch screen e ci sono solo scritte e commenti di persone felici, di tante persone che hanno il cuore là, pe’ l’aria.

L’impressione è che questa volta sugli spalti non ci siano solo i soliti e santi affezionati ma tanti che delusi dagli anni passati, hanno deciso di dare una possibilità a questa squadra, a questa stagione.

“La squadra è forte e se lo merita, gli va data una chance” dice Carlo, ci sono papà Claudio e Federica che sorridenti hanno fatto il loro abbonamento dopo anni di assenza o saltuaria presenza, c’è Martin che sorride sempre e che i suoi primi passi ha deciso di farli sul parquet del Palazzo dello Sport, che cresce a vista d’occhio, alto quasi quanto Moore ed un po’ meno di Sims, ma i suoi passi sembrano quelli di questa squadra.

Roma sa starci per l’aria, nonostante le turbolenze di un gioco che vittoria dopo vittoria sta cercando il suo equilibrio, tra i suoi alti ed i suoi bassi. La Virtus non gioca un basket stellare, ma efficace e determinato, una sintesi in pieno sviluppo tra cuore e cervello.

Cuore più cervello, come cantano i Colle Der Fomento. Capace di crearsi vantaggi sostanziosi e di subire parziali preoccupanti, questa squadra però sta imparando a dosare i suoi ingredienti. Come quando Trapani, in bonus prematuramente, è stata puntualmente attaccata e caricata di falli: segnare i liberi avrebbe aiutato di più ma capire mentalmente il momento dell’incontro era qualcosa che questo gruppo non aveva ancora fatto prima. In grado di sapersi unire nel momento del bisogno, bravi ancor di più nel riuscire a massimizzare le caratteristiche personali nei momenti richiesti.

Lo dimostra Nick Moore, alla sua miglior partita fino ad ora. Lo conferma Henry Sims, che sembra davvero ingestibile per le difese degli avversari, anche per quella di Trapani che oggi ha potuto alternargli Renzi e Nwouchoa. Prende meno tiri Sims, ma dal post basso smazza palloni e tiene il tempo ed il polso dell’attacco, basti vedere la crescita di rendimento di chi gioca con lui.

Il cuore ed il cervello di Daniele Sandri sono propri belli da veder giocare, come quando si stacca dal lato debole e ruba la palla al post basso avversario di turno e quando tutto gira, Massimo Chessa non la chiude da tre punti ma con un gioco di prestigio dal palleggio.

Troppo poco spesso si è nominato Aristide Landi, che diversamente dai suoi primi anni a Roma, sta accettando una dimensione diversa, non di solo “tiratore” dalla lunga distanza. Ha lavorato fisicamente perdendo peso e guadagnando in agilità, cerca di più il post basso ed ha aggiunto dinamicità alla sua posizione in campo.

Eh si, stamo tutti davvero pe’ l’aria. Ce lo conceda anche coach Bucchi, che saggiamente invoca meno pacche sulle spalle e più freddezza nel vivere il momento. Coach, la preghiamo, altri cinque minuti e poi basta, poi ci concentriamo tutti su Tortona.

Ah, giusto: Tortona. La squadra che oggi ha in panchina coach Ramondino è forse il test più importante di questo girone d’andata ed è sicuramente la formazione con uno dei, se non “il” roster più interessante e pericoloso. Domenica ore 18, la grande sfida, sperando di vincere perché alla fine è vero: vincere è meglio che perdere, citazione presa da Francesco Carotti, a sua volta ispirato da altro.

E si, stiamo davvero tutti quanti per l’aria, tipo a Natale che tutti sono più buoni. Per la vittoria, per la sesta consecutiva, per il primato in classifica, perché il tifoso virtussino se lo merita.

Lassù, pe’ l’aria, c’è posto per tutti e tutti, in modo diverso, a modo loro, ci devono venire. Che ogni domenica sembra che è passata una vita, ma tanto alla fine non ce passa.

Virtus Roma-2B Control Trapani, le pagelle: Moore da leader, Sims sparecchia in area. Solido Alibegovic, Sandri da applausi

Alibegovic 6.5: Costante positiva della prima parte di stagione, il giovane lungo sfrutta tutti i minuti in campo con 11 punti, 3 rimbalzi e 5 falli subiti, segno di un ragazzo che ha voglia di mettersi in mostra e che ci sta riuscendo alla grandissima.

Chessa 6: Offensivamente meno efficace di altre partite, piazza comunque uno dei canestri che sigilla la vittoria finale. I 2 rimbalzi ed i 2 assist servono alla squadra, ha le mani piene in difesa ed è uno di quelli che ha il merito di lasciare Clarke ad un solo canestro dal campo.

Moore 8: In nettissima ripresa dopo l’infortunio che ne ha condizionato almeno un paio di partite, il Folletto ci sta con tutti i sentimenti sin dall’inizio. Nel terzo quarto, quando la squadra è in difficoltà, si carica sulle spalle i compagni con 9 punti di fila e la trascina fuori dalle sabbie mobili. Leader di talento, la giusta dose di attributi per un gruppo di uomini veri.

Sandri 7: Solido, efficace, sfrutta a pieno i 18 minuti in campo con 11 punti e, come al solito, una difesa di voglia e tenacia. Esce tra gli applausi di un pubblico che lo ha riaccolto con affetto, ricambiando i ringraziamenti a chi ne apprezza settimanalmente la voglia di sbattersi su ogni pallone.

Baldasso 6: Ha preso in mano la squadra quando Moore era fermo ai box, stasera si limita a fare da comprimario al suo pari ruolo in giornata di grazia. Sa comunque essere utile con le tante piccole cose che è in grado di fare, segno di una maturità trovata negli anni.

Landi 6.5: Quando entra in campo senti la carica di energia che porta un giocatore oramai a casa sua nella Capitale. 10 punti e 6 rimbalzi sgomitando contro avversari grossi e atletici al tempo stesso. Si becca un tecnico che è solo il sintomo della voglia di togliersi tante soddisfazioni. E’ una delle costanti positive di questa squadra.

Sims 7.5: Doppia doppia di ordinanza con 15 punti e 13 rimbalzi. Ok, ma in questa partita la forza di Django emerge con due dati: 11 falli subiti e, soprattutto, quante volte Renzi è stato costretto a cambiare strada o a cercare un’altra soluzione di tiro rispetto a quella più facile. Riempie l’area con la sua presenza, spaventa gli avversari e domina a piacimento. Qualità e quantità, sta mano po esse fero o po esse piuma.

Santiangeli 6.5: Non brillantissimo in attacco, viene messo in quintetto nonostante non si sia mai allenato durante la settimana. La sufficienza piena la raggiunge con una prestazione intelligente, totalmente al servizio della causa, giocando per di più i minuti decisivi dell’incontro. Fruga nella spazzatura della partita trovando 4 rimbalzi e 1 assist, aspettando che arrivino anche in canestri che sa certamente fare.

All. Bucchi 7.5: Continua a lavorare con alcuni elementi indisponibili o non al meglio, dando però sempre la sensazione di poter pescare dalla panchina le soluzioni più giuste. Mostra di essere assieme alla squadra con un “tecnico” cercato che ha il merito di scuotere i suoi, certificato dal “cinque” che Moore gli scambia in segno di approvazione. Ha creato un gruppo unito che sa di avere nel suo coach un punto fermo e affidabile, un’esperienza che fa provincia.

Una Virtus vista Amar

Roma è talmente grande che almeno che non sei di Ostia e ci vivi al mare, molte volte ti devi arrangiare.

Il mare come Roma, come le cose immense hanno quella meravigliosa capacità di saper ascoltare ed in molti casi, anche di saper perdonare. Come quando al tramonto ti siedi e vedi il sole che scende all’orizzonte oppure su un muretto osservi Roma colorarsi d’arancione.

E ieri sera i giocatori della Virtus Roma e Piero Bucchi, affacciandosi dalle loro camere, riversavano i loro pensieri nel mare. Oggi o domani, quando si affacceranno al loro ritorno, vedranno la grandezza di Roma abbracciarli.

I tifosi della Virtus Roma, che di una vita vista Roma ne hanno un assaggio ogni giorno, dovranno misurarsi tuttavia con quel detto che dice che “tutti dovrebbero avere una vita vista mare”.

In ogni caso, di Ostia o no, dovranno accontentarsi di una serata vista Amar. Nel senso di Alibegovic, quello con l’abito delle grandi occasioni da 19 punti (8/9 dal campo e 3/3 da tre) e che ha mostrato il perché e la ragione della sua firma.

Ed in mezzo al mare, ogni barca, ha bisogno di un buon capitano, soprattutto se quel capitano è cresciuto vista mare (non Amar). Un capitano tipo Massimo Chessa, versione 19 punti (anche lui) con 5/9 da tre.

E ci sarebbe da citare ancora una volta Tommaso Baldasso in una versione 3.0 che piace davvero tantissimo, un Aristide Landi concreto ed in controllo, ma stasera il terzo sul podio è Nic Moore.

Dopo tre quarti di silenzio preoccupante, un quarto periodo che conferma quello che è il suo ruolo e la sua pesantezza all’interno delle gerarchie di coach Piero Bucchi. Un po’ benvenuto Nic, un po’ ti prego non cambiare mai.

La possibilità di poter citare nomi nuovi o gli stessi con un apporto differente forse sta a semplice dimostrazione che la Virtus Roma si sta consolidando mentalmente prima e tecnicamente poi, come squadra. E la vittoria di oggi, contro Capo D’Orlando, conferma la sensazione che di squadra forte si tratta.

Alibegovic è un metronomo troppo importante per questa squadra, la sua presenza, fisica e come alternativa a Sims nella scacchiera, è un qualcosa da cui Roma non può prescindere. La sua capacità di aprire il campo lo rende moderno, le sue gambe gli consentono una duttilità difensiva interessante e se si tratta di saltare e di metterla nel ferro, lì problemi non ce sono.

Massimo Chessa. Il modo in cui il giocatore sardo ha accettato il suo nuovo “ruolo” ed impiego non è per nulla banale e tutt’altro che da sottovalutare. Da giocatore da quintetto con piene responsabilità offensive e conseguente numero elevato di possessi a sua disposizione, ha accettato quest’anno un numero di palloni da giocare inferiore ma con maggiori responsabilità e fino ad oggi, non ha mai deluso. Un processo di maturazione estremamente consapevole e che potrebbe consegnare al capitano dei romani un nuovo ruolo nel futuro della sua carriera. Carriera che dopo lo scorso anno ha dovuto cambiare pagina: gli infortuni, il ritardo nella preparazione (causa problemi fisici) ed un’annata pessima di squadra hanno messo il giocatore sardo dinanzi ad una sfida, accettata ed al momento vinta.

Sta cavalcando i soffi del maestrale, lui che di maestrale se ne intende. Una razza orgogliosa la sua, di quelli con la testa dura ma che conoscono bene il loro territorio e sanno come difenderlo. E forse come mai prima, Massimo Chessa, è padrone della sua Roma e sa come difenderla.

Dopo gli scorsi anni, dove le partite erano spesso un punto per andare a capo, oggi andare a Capo (D’Orlando), fa mettere dopo l’incontro un punto esclamativo. Di gioia.

Perché oggi chi tifa Virtus Roma è contento, perché Roma ha vinto e perché la Virtus è prima e va con lo sguardo, aldilà della singola giornata. Un po’ come la gioventù di Alibegovic e Baldasso, un po’ come la gente di mare. Ma inchiodati a questa realtà.

Benfapp Capo d’Orlando-Virtus Roma, le pagelle: Moore Houdini, Alibegovic di granito. Chessa cecchino

Alibegovic 7: Solido, concreto ed efficace, Amar sfodera un’altra prestazione di grande utilità. Cresce col passare delle partite, 19 punti con 8/9 dal campo e le 3 triple, segnando canestri pesanti che mettono la Virtus sui binari giusti.

Chessa 7: 5 triple nel momento più difficile della serata, quando Roma è sotto di 8 nel secondo quarto. Grande difesa, eccelle per personalità facendosi trovare pronto, come sempre, quando serve.

Moore 7.5: Il voto sarebbe più alto se non fosse che per tre quarti fatica a mettersi in partita. Reduce dal pesante infortunio di Latina e dai soli 11 minuti contro Casale il Folletto, in Sicilia come a Biella, monta il diesel, carburando nel quarto periodo nel quale segna 16 dei 18 punti totali. Canestri pazzi, freddo in lunetta, con 6 assist coinvolge tanto anche i compagni. Deve trovare maggiore costanza ma è già la seconda gara che vince in questo modo.

Sandri 5.5: Non il solito Daniele. Si limita a soli due tiri dal campo anche se in difesa si sbatte come sempre. Soffre però tremendamente il suo ex compagno Triche e non riesce ad arginarlo. Ha vissuto serate migliori.

Baldasso 7: Gestisce la gara con grande sicurezza, facendo bene tante cose. 10 punti importanti, ma sono i 7 assist ed i 4 rimbalzi a misurare la prestazione di un ragazzo che vuole diventare uno dei leader di un gruppo che lo vede sempre più protagonista positivo.

Landi 6.5: In una gara che vede protagonisti tanti elementi in momenti diversi, Aristide c’è sempre. Una tripla di qua, un rimbalzo di la, ti accorgi che in 19 minuti il rapporto qualità-prezzo è altissimo.

Sims 6.5: Non mette a referto la solita doppia doppia, sfiorandola con 11 punti e 9 rimbalzi. La dimostrazione di quanto l’Orlandina lo tema però è negli 8 falli subiti. Parte male, poi riesce a piazzare un paio di zampate che indirizzano il match. Statisticamente la peggior partita della stagione e questo fa capire cosa sia il centrone americano.

Santiangeli ng: Gioca solo 8 minuti condizionato da un infortunio che lo tiene fuori per tutta la partita. Parte in quintetto ma non ha modo e tempo di partecipare fattivamente al successo. Sperando recuperi in vista della prossima giornata.

Lucarelli 6: 7 minuti in campo nei quali ha tempo di far vedere una discreta presenza, sbagliando una tripla ma catturando 2 rimbalzi. Avrà modo di mettersi in mostra.

All. Bucchi 7.5: Anche in Sicilia deve far fronte all’emergenza ma mette in campo sempre il quintetto più adeguato al momento della gara. Trova risorse da tutti, ha dato un’impronta di grande personalità ad un gruppo di giocatori che fanno di tutto per essere scelti dal coach. Coinvolge ogni elemento a disposizione e da ciò trae vantaggio nelle diverse fasi delle gare.

Una grande Roma. Una serata di Virtus.

E come la racconti una serata così? E come le metti in ordine le idee? Torni dal PalaEur, percorri la strada che ti porta a casa, senti la voce che si abbassa, chiami quell’amico per dirgli quanto è stata forte stasera la squadra, cerchi la canzone giusta.

Attraversi Roma e capisci che tifare in questa città non sarà mai una cosa normale. Ogni vittoria sarà sempre una grande impresa, entusiasmo e depressioni faranno sempre parte di te. Perché questa città ti espone alle grandi gioie ed alle grandi delusioni, alle rabbie ed alle gioie schizofreniche e se vuole, te le impone. Perché nella natura di chi tifa a Roma c’è il suo essere romano: quel magico senso di meravigliosa arroganza e grandezza. Roma, un meraviglioso lavoro di psicotica introspezione.

E tifare la Virtus Roma è così. Così come viverla e raccontarla.

La Virtus Roma è una squadra forte e la partita di questa sera lo certifica e soprattutto, gioca da grande squadra. E lo dimostra il valore dell’avversario, lo testimonia il fatto che Nick Moore ci fosse ma la caviglia della scorsa settimana non era ancora guarita, che mancasse Saccaggi e Landi fosse al ritorno in campo dopo due settimane di stop.

Però essere forte non vuol dire essere automaticamente imbattibile. Vuol dire che ha le carte in regola per vincere e che la forza va allenata ad essere sempre più forte e sotto controllo, equilibrata. Ma i ragazzi che vestono la maglia di Roma devono sapere che sono forti.

E lo dice Massimo Chessa: “Siamo consapevoli del nostro valore e che questa squadra è stata costruita con l’obiettivo di vincere”. E lo dimostra Massimo Chessa, con i fatti e con i canestri, da capitano.

Nella sconfitta di Bergamo con le urla e con i falli, nella rimonta a Biella, con l’Eurobasket e con Latina e poi oggi, contro  Casale. Gli è stato consegnato un ruolo diverso con minuti diversi rispetto al passato ma la bravura di Massimo Chessa è stata quella di aver saputo capire che cosa gli fosse richiesto e come avrebbe dovuto applicarlo. Lo ha accettato e lo sta “Massimizzando”, tatticamente ed emotivamente, ed oggi al servizio della squadra, è l’ago della bilancia ed il termometro di questo gruppo.

Giù il cappello dinanzi a Daniele Sandri. Encomiabile nell’atteggiamento in campo e ad oggi la vera variante ed il salvagente tattico a disposizione di Bucchi. Gioca da due, da tre e da quattro, si accoppia con i due, i tre ed i quattro, difficile da difendere per altezza ed atletismo, ma uno che mette i famosi “attributi” sempre là, sul rettangolo di gioco. Non è perfetto, anzi. Il tiro da tre non è una sicurezza e sbaglia, a volte anche troppo, ma vi ci potete giocare “gli attributi” che se sbaglia è il primo a tornare dall’altra parte a chiedere scusa per l’errore, con il suo atteggiamento.

La difesa di questa sera di Tommaso Baldasso è da applausi. Ha segnato ancora una volta canestri di enorme pesantezza e soprattutto ha avuto la regia della squadra in mano per la maggior parte dell’incontro. Un giocatore nuovo, diverso, ad oggi il reale valore aggiunto. E se la crescita di Baldasso dovesse continuare allo stesso passo delle vittorie della squadra, allora il successo sarebbe completo in tutto e per tutti, che poi è l’unica cosa che conta.

Che poi alla fine tifare a Roma è proprio bello. Stancante eh, ma bello. Chi tifa la Virtus Roma ne sa qualcosa. Ma quest’anno potrebbe succedere qualcosa di diverso, come anche no, ma ci si può divertire, come questa sera. Nessuno chiede di dimenticare il passato, di dimenticare ciò che è stato, chi è passato, come è passato. I giocatori presenti e passati, i loro sbagli presenti e passati, le loro cose giuste presenti e passate. Ma è possibile che quest’anno ci si possa davvero divertire.

Le idee non sono tornate apposto, la voce si è abbassata ancora di più, ho chiamato quell’amico ed una canzone giusta l’ho trovata. E Roma per stasera è prima. E la Virtus Roma, ha vinto.

Virtus Roma-NoviPiù Casale Monferrato, le pagelle: i Fratelli d’Italia col cuore, Sims di muscoli. Flop Santiangeli

Alibegovic 6: Serata non positiva al tiro, ci mette comunque tanta voglia e cattura 7 rimbalzi. Poteva fare di più, arriveranno altri cali in stagione dovuti alla giovane età, ma se sa essere prezioso anche in occasioni come questa il futuro è suo.

Chessa 7: Prezioso come sempre in questa prima parte di stagione, mette a segno 4 bombe ma soprattutto in difesa è un’ira di Dio. Si sbatte, combatte, ci mette anche presenza a rimbalzo prendendone 6. Trascinatore vero.

Moore 6: Il grande spavento di Latina è alle spalle. Già rivederlo in campo, seppur per 11 minuti, è comunque una grandissima notizia. Non pò fare molto, ma già l’esser presente è un segnale importante di come i giocatori sentano molto il senso di appartenenza alla causa. Sufficienza ad honorem.

Sandri 7.5: Un gigante. Segna canestri pesanti quando serve, lotta a rimbalzo catturandone 4, serve altrettanti assist e difende come meglio non potrebbe. Ancora una volta, il cuore di Daniele è di esempio per i compagni.

Baldasso 7.5: Ancora responsabilizzato dalle non perfette condizioni di Moore, combatte e si sbatte in difesa, facendosi poi sentire in attacco con 2 bombe pesantissime. 8 rimbalzi sono un sintomo di grande voglia di andare a rovistare nella spazzatura di una gara spigolosa. Maturo come mai.

Landi 7: Ha una voglia matta di giocare dopo le due gare consecutive ai box. Ogni tanto non capitalizza quanto di buono costruisce, ma le sue triple spaccano definitivamente la gara. Dopo un inizio di difficoltà, si riprende e ha un ruolo fondamentale in una vittoria splendida.

Sims 7.5: Non parte bene, nel primo tempo perde il duello a distanza con Pinkins. Ma la ripresa è sua, un secondo tempo da manuale e la solita doppia-doppia con 23 punti e 12 rimbalzi. Le 3 stoppate sono solo il marchio di onnipotenza che Django ci ricorda a cadenza settimanale.

Santiangeli 4: L’unica nota stonata in una serata altrimenti perfetta. Gioca tanto, ma in 29 minuti non riesce ad incidere come dovrebbe se non per un gioco da quattro punti nel primo quarto, ma a fine gara saranno solo 6. Troppo poco per chi era arrivato con altre aspettative. Deve necessariamente ritrovare la retta via, la squadra ha bisogno anche di lui.

All. Bucchi 7.5: Il regista di un capolavoro simile ha per forza di cose tanti meriti. Si presenta al big match con assenze e giocatori ad un quarto di servizio, ma in campo va gente vera che sa cosa fare e segue il suo coach con attenzione e rispetto. Ancora progressi nel gioco di squadra, sembra l’uomo giusto al posto giusto.

Benacquista Latina-Virtus Roma, le pagelle: Alibegovic e Baldasso cuore e attributi, Sims domina

Alibegovic 7.5: Impressiona per la concretezza che mette in campo nonostante la giovane età. Nei 25 minuti che Bucchi gli concede, realizza 13 punti e cattura 6 rimbalzi, con l’aggiunta di 2 stoppate. Ma la giocata decisiva è la stoppata ad 1.5 secondi dalla fine che inchioda le speranze di Latina.

Chessa 6: Ha ritrovato il quintetto ed è efficace nelle piccole cose. Lascia spazio a chi è più in forma di lui, ma è un ingranaggio importante. 

Moore ng: Gioca un primo quarto molto positivo, sulla falsa riga del derby, chiude anzitempo la sua partita per una scivolata sul parquet che gli provoca una seria distorsione alla caviglia. Bisogna sperare che l’infortunio non sia grave quanto sembra, le sensazioni non sono positive. 

Sandri 7.5: Un gigante. Segna canestri pesanti quando serve, lotta a rimbalzo catturandone 6 e difende come meglio non potrebbe. Ancora una volta, il cuore di Daniele trascina i compagni. 

Baldasso 7.5: L’infortunio di Moore ne fa di fatto il play titolare, ruolo che nella scorsa stagione ha dimostrato di soffrire. Non è una prestazione brillante fino a 40″ dalla fine, quando pesca due jolly che lo trasformano magicamente nell’eroe della serata: bomba da 8 metri per il sorpasso, canestro in penetrazione per il definitivo vantaggio. Qualche sbavatura compensata da attributi che fumano.

Saccaggi 4.5: Non buono il ritorno da ex al Pala Bianchini. Poco reattivo in difesa, commette 5 falli in una gara nella quale la squadra avrebbe bisogno di tutti. In attacco non va oltre una tripla realizzata, deve necessariamente iniziare ad incidere. Rimandato ancora.

Sims 8: Si scaviglia Moore e c’è la necessità, quasi l’obbligo, che si carichi la squadra sulle spalle. Nessun problema, Django domina. Doppia doppia di ordinanza con 26 punti e 12 rimbalzi, di cui 5 offensivi e per non farsi mancare nulla ci mette 2 stoppate ed altrettanti assist. Se questa è la sua consueta giornata in ufficio, la Virtus ha trovato il suo impiegato ideale.

Santiangeli 5: Mezzo punto in più rispetto a Saccaggi perché ha in statistica l’assist per la tripla di Baldasso. Fatica tremendamente nel crearsi un’occasione dal palleggio, non riesce a trovare continuità di prestazioni. Necessita di una scossa.

All. Bucchi 7.5: Inizia la partita e sembra che la Virtus possa dominare. Si rompe Moore, Landi è già out e il coach deve fare di necessità virtù. Trova risorse da tutti, sta pian piano riuscendo a trovare l’amalgama di un gruppo nuovo. C’è unità d’intenti, si rema tutti dalla stessa parte, gli ottimi giocatori si stanno tramutando in un’ottima squadra.

La squadra della Città dell’Uomo

Quando ci sta una partita di mercoledì sera e vivi a Roma, l’unica cosa che devi sperare è di abitare vicino al PalaEur, altrimenti come minimo, ci metti un’ora e forse manco basta.

Quando a Roma ti dicono la parola derby, scatta quella cosa che è il tipo il pecorino con l’amatriciana, tipo la frittata dentro al pane: l’anima ed il corpo diventano un tutt’uno in una sorta di disturbo psico-somatico (ma si può scrivere tutt’attaccato?).

Se tifi Virtus e lei vince, sei contento. Se tifi Virtus e lei vince con l’Eurobasket, sei contento un po’ di più.

Un perché non esiste davvero, ma è così e se vi sta bene, bene, se non vi sta bene, “stacce”.

Che Nick Moore fosse forte si sapeva. Così, per quaranta minuti, non lo si era ancora visto. Ma ti prego, Nick, non cambiare mai.

E quando Sims ha detto a Fall di lavarsi i denti perché il suo alito era, a sua detta, non proprio freschissimo? Queste cose a noi romani ci esaltano come poche altre.

Daniele Sandri. Ecco, di Daniele si può dire che il tiro da tre punti non sia la sua arma migliore e che in attacco non sia così pericoloso, ma è uno che ci mette gli attributi, è uno che si butta per terra, ed ha anche delle scarpe fighissime (che modello sono?).

Chessa si chiama Massimo. E se a Roma devi scrivere qualcosa di molto sentito usando il nome Massimo, alla voce “Il Gladiatore”, puoi trovare una marea di citazioni pronte all’uso.

E quindi: lui è Massimo Chessa, e da quest’anno è il capitano della Virtus Roma, il primo ad andare a litigare, il primo ad andare a segnare un canestro se serve, quello che Piero Bucchi ha premiato per meriti tecnici ed umani con il quintetto.

E’ che noi romani siamo così, siamo i figli di questa città, siamo il centro del mondo. E fatevene una ragione. Siamo la piena esaltazione dopo una vittoria e la drastica depressione dopo una sconfitta. Magnami ad un tempo, tagliagole il secondo dopo.

E non importa la disciplina, non importa la squadra, non importa la categoria. Chi tifa Roma, tifa tutto questo.

E chi tifa la Virtus vorrà sempre vincere. E ne saprà sempre qualcosa di più, anche dei giocatori  e degli stessi allenatori. E da quando si parla di Serie A2, sarà sempre così. Ma guai a chi la tocca, Roma. Ma guai a chi la tocca, la squadra del cuore.

La Virtus Roma si sta allenando a diventare una squadra. E le vittorie aiutano ed aiuteranno sempre.

La Virtus Roma è una squadra forte ma per essere vincente, deve fare di più. Ma non è perfetta, è umana: ha pregi e difetti, come le persone che la tifano, come la città che la incorona.

C’è chi l’ha definita, Roma, come “La Città dell’Uomo” e per sua fortuna o per sua sfortuna la Virtus Roma è la squadra della Città dell’Uomo.