Imbuto Cosmico

“Quando lavoro al circolo dei miei mi capita di

sentire le chiacchere dei vecchi…

Ci sono quelli che parlano del tempo e quelli che raccontano le storie,

devi vedere come se le ricordano, a loro gli si illuminano gli occhi.

 A quelli che parlano del tempo, invece, gli occhi non gli si illuminano”

 

 

Come si inizia un pezzo dopo che hai perso contro l’ultima in classifica che aveva due punti e ora ne ha quattro (perché due li ha appena conquistati contro di te) ed in conferenza stampa un dirigente di Cassino dice: “Oggi noi dobbiamo essere orgogliosi: questa è una vittoria storica, siamo nati otto anni fa mentre i nostri avversari, di cui sono un gran tifoso, erano in A1…” ? Come si inizia?

La nottata doveva passare: per metabolizzare l’amarezza e per avviare le procedure di disgelo, vista la tenera temperatura di queste giornate, che fuori dall’impianto di Frosinone, era ancora peggio.

Ed il freddo che c’era prima, dentro e fuori dal campo, era diventato in men che non si dica, gelo. E se il gelo non lo combatti, ti uccide: la partita di ieri, purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sancisce un punto di non ritorno.

Una squadra che ha l’ambizione di vincere il campionato e di garantirsi il ritorno in serie A1 non può perdere contro l’ultima in classifica, una squadra che ha l’ambizione di vincere il campionato e di garantirsi il ritorno in serie A1 non può avere un atteggiamento difensivo come quello di ieri sera, non può decidere di iniziare in maniera “soft” le partite, non può, una volta andata in vantaggio, non può non mostrare in campo la voglia di uccidere (sportivamente parlando) l’avversario, non può permettere (ma tanto di cappello a Castelluccia) ad un giocatore che viaggia a 6.6 di media, di farne 18.

C’è poi il più classico dei “E come ti sbagli” a dare quel tocco di classico ad una serata disgraziata: come ti sbagli che Mike Hall va a Cassino proprio quando gioca contro Roma? Come ti sbagli che Pepper tira fuori una prestazione ai limiti della tripla doppia proprio contro di te? Sono solo sciocchezze, perché di certo non è colpa della scaramanzia se Roma ha perso, certo che però.

Ascoltando le previsioni del tempo sembra proprio che dalla prossima settimana la situazione dovrebbe migliorare e che le temperature si dovrebbero rialzare. Chi si deve rialzare è la Virtus Roma che con il simpatico pomeriggio di Cassino si è giocata il bonus: ora ci sono in successione Latina (mercoledì, ore 20.30), Bergamo (domenica pomeriggio) e poi Biella e classifica alla mano, non serve aggiungere altro.

La voglia di vincere il campionato della Virtus Roma deve essere più forte della voglia di tutte le altre. Certo, esistono anche gli avversari e ce ne si è accorti ieri, in cui la voglia di “salvezza” è stata più forte della motivazione di una squadra di altissima classifica e questo non può essere.

In fondo il campionato è un viaggio ed è appena iniziato il tragitto di ritorno. Battisti avrebbe detto che meglio certo di buttare, è riparare: il campionato è ancora lungo e per quanto possa sembrare un luogo comune, nulla è scontato, ma vincere aiuta a vincere.

Cassino con Mike Hall assume un’altra veste e non sarà quella del girone d’andata, Legnano aggiunge Thomas, Tortona ha cambiato entrambi gli americani, insomma giocare la schedina nel weekend potrebbe essere non così semplice e proprio in questa “incertezza”, ciò che si vuole sia certo bisogna ritrovarlo in se stessi: in fondo le cose o son certe o sono supposte.

Quello che è certo è che non è che vincendo si è fenomeni e se si perde (anche contro l’ultima) allora la squadra è da buttare, quello che è certo è che ieri in attacco la squadra si è appoggiata del tutto su Sims e Moore e le palle perse si sono sentite, che difensivamente non si è retto il primo passo di nessuno.

Pesa e non poco quello 0 accanto ai punti realizzati da Marco Santiangeli. E’ chiaro che l’esterno, pensato come ala titolare della squadra, sta faticando e non poco in questa stagione ed il suo rendimento è molto al di sotto delle aspettative, e che non appartengono a Santiangeli tiri come quelli di ieri, che dentro hanno più paura e pesantezza mentale, che altro. Certo, ieri rientrava dopo un periodo di guai fisici ma anche prima non è che le cose andassero meglio, bisogna solo riflettere a questo punto se per lo staff tecnico vale la pena aspettare un giocatore che ha indubbie qualità, mostrate negli scorsi anni (e spesso contro la Virtus) oppure puntare su qualcuno che possa dare punti pronti all’uso. Insomma, come direbbe proprio quel Battisti, capire se vale la pena “riparare”.

E’ stata una bella batosta, una bella botta, di freddo e non solo, che sempre purtroppo o per fortuna, può essere cancellata già mercoledì contro Latina per uscire da quello che ne “I Laureati” veniva chiamato “Imbuto Cosmico”.

“Chiamasi – imbuto cosmico-  quel silenzio che si crea quando l ansia e l angoscia fanno abbassare il tiro della serata. Unica soluzione, alzare subito il volume”

Chiedere di non essere arrabbiati? No, oggi non si può.  Chiedere di non aver paura? No, oggi non si può.  Chiedere di non sentire le proprie sicurezze traballare? Oggi è un po’ difficile. Ammesso che sentirsi così forse non sia più giusto (perché poi ognuno ha il diritto di sentirsi come meglio crede) dal  lasciarsi prendere dal disfattismo più profondo. Come anche forse è vagamente eccessivo chiedere la cacciata di Bucchi ed addossare, in certi casi, tutta la responsabilità su di lui.

E’ chiaro che lui sia il coach di questa squadra e la responsabilità di chi scende in campo passi per le sue scelte, ma Bucchi allena la stessa squadra che ad esempio, vince contro Latina o contro Biella (tanto per citare due nomi non a caso) e che perde contro Bergamo e contro Cassino (sempre nomi casuali). Ieri non perde solo Bucchi, perdono tutti e non penso che né lui, né nessuno, fosse felice. Quindi in occasioni nefaste come quella di ieri una bella assunzione di responsabilità generale è la cosa migliore, ma questo non toglie che alcuni dati Bucchi dovrà analizzarli e li analizzerà e che ora, che è un momento di difficoltà, è lui che deve dare qualcosa di più, nei momenti in cui il pubblico non c’è, in settimana.

La soluzione c’è: alzare subito il volume e dare tutto per vincere le partite contro Latina, contro Bergamo e contro Biella, che al netto di tutto, valgono un certo tipo di stagione, quel tipo di stagione che fa credere alla promozione diretta in A1. Perché deve essere chiaro: perderle non vorrebbe dire finire la stagione ad Aprile, vorrebbe dire andare ai playoff, che a sua volta assumerebbe un tipo di significato ulteriore e genererebbe altre domande, riferenti al campo ed a fuori dal campo, che ora non è il momento di porsi.

Ed oggi il cielo di Roma, come spesso gli accade, non mente mai e con un grigio plumbeo appesantisce la città. Però le cose sono due: rimanere a guardare il cielo grigio e parlare del tempo che farà domani, sperando che esca il sole oppure crearselo da soli, il sole.

Decidere se essere come quegli anziani con gli occhi spenti o come quelli che ce li hanno illuminati. Tutti: giocatori, allenatori, tifosi, dirigenti. Perché poi magari, tra un bel po’ di anni, queste prossime partite, si potranno raccontare come tante altre, come quel giorno di nuvole o di pioggia o di sole, in una stagione anonima, o far parte di un racconto di quelli che illuminano gli occhi.

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