Le piccole cose

Benedetti siano gli istanti,

e i millimetri, e le ombre

delle piccole cose.

 

 

 

Si, sono davvero le piccole cose che fanno la differenza.

E’ stata una partita brutta ma che bisognava vincere ed alla fine, si è vinto. Il resto, almeno oggi, conta poco. Che poi qualcuno ha detto che non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace.

Ed a chiunque piace vincere, oggi è stato bello. Però in fondo è anche vero che ci sono cose che oggettivamente sono belle, proprio perché belle, e della partita di oggi restano poche cose che si possono definire oggettivamente belle.

Non di certo la difesa che diciamo non è stata proprio l’arma che ha permesso alla Virtus di portarsi a casa la vittoria. In effetti quello che si è visto nella metà campo dei ragazzi di Roma oggi è stato a tratti inspiegabile, non per Bucchi però che ha ammesso come la squadra stia vivendo un momento, di quelli che capitano durante il corso di una stagione, di flessione fisica. Piccoli momenti, pericolosi, che possono fare la differenza.

Ed oggi a tratti hanno rischiato di farla la differenza, in maniera negativa. Ma ci sono cose, come dicevamo, che sono oggettivamente belle: ad esempio, la prestazione di Sims. Quello che sta facendo il ragazzone con la maglia #21 non è così scontato e banale: non è semplice scendere di categoria ed automaticamente “dominare” un campionato, ma lui lo sta facendo, cambiando tante piccole cose che in questo momento, difficile, fanno la differenza. Non il suo rendimento (anche oggi una doppia/doppia da 26 punti e 15 rimbalzi) ma per esempio le sue reazioni e la gestione del corpo durante il match: sempre raddoppiato ed a tratti triplicato non è diminuito il numero di contatti subito e se prima bastava davvero poco per fargli perdere la calma, oggi è il pilastro, tecnico ed emotivo che la squadra cerca e trova quando le cose si fanno difficili.

Oggettivamente bello è il campionato di Aristide Landi, anche oggi tra i migliori, non solo per i punti ma per il tipo di atteggiamento che ha messo in campo e che mette costantemente nelle partite. Si prende responsabilità e parla da leader, ha cambiato il suo corpo, è cambiata la sua vita diventando papà, tante piccole grandi cose, che fanno la differenza. Si è levato la maschera.

Una stretta di mano può fare la differenza, come quella tra un allenatore ed il suo lungo dopo il fischio di un fallo tecnico, come quella tra Bucchi e Sims. Apparentemente banale ma che per un giocatore vuol dire tanto, che fa capire che non si è soli. Uno sfondamento subito, un recupero difensivo, un urlo verso il pubblico, fanno la differenza: chiedetelo a Massimo Chessa, che sta interpretando quella veste da “capitano” in maniera piena ed umile. C’è chi le chiama “piccole cose”.

Baldasso sta cambiando le sue piccole cose: le facce dello scorso anno, le cose sbagliate, oggi sono giuste. Ed oggi è stato un elemento importante della vittoria, con canestri importanti, con i suoi errori difensivi e con la voglia di prendersi responsabilità. Tante piccole cose che sommate oggi fanno una differenza importante, non solo per lui, ma per tutta la squadra.

Fanno la differenza anche per Nic Moore, oggi non brillante. Da un paio di partite a questa parte il rendimento del giocatore è sotto le aspettative ma il suo valore non si discute. E’ bello vederlo giocare in coppia con Baldasso: sarà che il giovane Tommy è in grado di levargli oneri da playmaker e così Moore riesce a spaziare di più nel ruolo di guardia, prendendo quel ritmo che a volte non trova nel cercare di mettere in gioco i suoi compagni. Piccole cose, che fanno la differenza.

Le paure durante una partita sono tante, sono tante e piccole e si sommano e si alternano a quei tanti momenti di gioia, alle parole per raccontare, ai gesti per descriverla. Cosa sono due punti in fondo? Sono una piccola parte rispetto a tutti quelli a disposizione durante un campionato. Ma i due punti di oggi, seppur piccoli, fanno la differenza: sono una risposta a quelli persi contro Cassino, sono una spinta a quelli da prendere domenica, in una sfida di devastante importanza con Bergamo.

E pensare che le piccole formiche sono in grado di sollevare pesi di dieci volti superiori al loro, però ce la fanno e nel loro essere minuscole, nel loro ambiente fanno la differenza. La capacità di saper sopportare pesi e difficoltà, nel corso di una stagione, fa la differenza tra una squadra in grado di arrivare sino all’ultimo, da quelle che invece non ce la fanno.

Un peso alla volta, una difficoltà alla volta, una partita alla volta. Certo difendendo come oggi si fa tutto complicato, se non impossibile ma la voglia di oggi e le piccole cose della partita vinta con Latina, quelle si che possono fare davvero la differenza, cosa che non hanno fatto nella partita contro Cassino e che invece dovranno farla contro Bergamo.

Un chicco di riso può far pendere la bilancia da una parte o dall’altra, un canestro può valere una vittoria, una brutta difesa anche se non di più.

Insomma, oggi non è stata una grande partita ma è stata una vittoria. E questo, conta. Una piccola, grande vittoria.

Una piccola, grande, emozione. Di quelle che fanno la differenza.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *