Virtus Roma 2018-2019, le pagelle: senza traffico sulla A1, Virtus is bAck

Spizzichino ng: Ha avuto la soddisfazione di esordire al PalaEur nella penultima giornata, ha dato una mano negli allenamenti stagionali. In bocca al lupo per la carriera.

Alibegovic 7.5: Alla sua prima stagione da professionista, dà un grande contributo alla causa. Parte molto forte, poi ha un calo che però è bravo a gestire per un finale di campionato coi fiocchi. In alcune partite è anche il migliore di tutti, un ragazzo speciale con potenzialità da categoria superiore. Magari proprio con la Virtus.

Lucarelli 6: Ogni tanto lo si vede in campo, magari per un minuto di buona difesa sul play avversario. Si toglie anche la soddisfazione di una tripla contro Scafati, legittimando così il lavoro silenzioso di un anno.

Chessa 7: Cuore di capitano. Forse per la prima volta in carriera deve ritagliarsi un ruolo diverso da quello del cannoniere e si mette così al servizio della squadra. Paga un po’ di stanchezza al tiro (33% da tre) ma vederlo lottare su ogni pallone riempie gli occhi. Uno di quelli che ha vissuto anche la stagione disastrosa dello scorso anno, uno dei segreti che lo ha portato a capire che tipo di occasione fosse quella di quest’anno, uno di quelli che ci ha messo l’anima.

Moore 7.5: A volte è sembrato totalmente estraneo al contesto, a volte senza di lui la Virtus avrebbe passato grossi guai. Al suo arrivo ci si aspettava, oltre il talento offensivo, anche la costanza di rendimento, qualità che ha faticato a mostrare. Ma quando si è acceso le sue mani hanno prodotto qualità e canestri importanti, sbrogliando matasse molto intricate. Ha saputo anche gestire la palla per i compagni, chiudendo a 4.3 assist di media. Uno dei pretoriani di Bucchi, ha ripagato l’investimento fatto su di lui.

Sandri 7.5: Clinic difensivo. Preso per la sua esperienza nel campionato di A2, è uno dei segreti meno nascosti della Virtus. Non è un caso che nel mese abbondante di assenza per infortunio, la squadra paghi a livello di energia. Un leader, sente tanto la responsabilità del ruolo, perché lui a Roma ci tiene, giunto al terzo capitolo della sua saga capitolina.

Baldasso 7.5: “E’ servito più Baldasso a Moore piuttosto che Moore a Baldasso”. Il riassunto della sua stagione è in questa frase. Anno in cui ha mostrato maggiore maturità, crescendo di livello ogni qual volta la partita e le responsabilità aumentavano. E’ vero, ha commesso un paio di stupidaggini che potevano costar care, ma ha saputo ampiamente rifarsi quando altri si sarebbero nascosti dietro l’alibi della carta d’identità. Può far parte del futuro della squadra.

Saccaggi 6.5: Era arrivato e si credeva potesse essere un protagonista vero ma anche a causa dei guai fisici non è riuscito ad incidere fino in fondo. Però c’è anche il suo marchio sulla vittoria del Girone, perchè quella tripla sulla sirena a Casale Monferrato resta uno dei momenti di maggiore gioia della stagione. Mai una parola fuori posto, ha accettato di mettersi in discussione con dedizione e spirito di sacrificio.

Landi 8: Di fatto, il terzo americano della squadra. La sua miglior stagione in carriera per numeri e attitudine, un protagonista vero della promozione. Sempre costante nel rendimento, si è messo nelle condizioni di determinare non poche partite, con tiri (e canestri) pesanti, nei momenti più caldi dei match. Anche alla terza stagione romana, è diventato man mano un punto fermo per compagni e tifosi, che si sono innamorati di un ragazzo speciale, diventato padre proprio qui nella Capitale. Certe cose non si dimenticano, il suo cuore cestistico è ormai a tinte giallorosse.

Prandin 6.5: Un ragazzo serio, un giocatore esemplare. Arriva a causa del crac di Siena, per sostituire prima Saccaggi e poi Sandri, colpiti da infortuni piuttosto seri. Si mette a disposizione della causa, Bucchi lo sceglie nelle ultime due partite per la sua esperienza dopo un mese in tribuna. Un amuleto, giunto alla seconda promozione in due anni dopo quella di Trieste, ci mette anche del suo.

Sims 9: Giocatore di un’altra categoria. Regala perle di rara bellezza in attacco, un campionario di soluzioni diverse, una più efficace dell’altra. Chiude la sua stagione con una doppia doppia di media (19.4 punti e 11.3 rimbalzi) per un 27.5 di valutazione. Quando sa che la squadra ha bisogno anche della sua difesa, chiude il passaggio a livello, con praticamente 2 stoppate per gara. Nella gestione della palla è un leader, regalando assist preziosi per i compagni. Un punto di riferimento, ogni tanto c’è stato il rischio che fosse un alibi per i compagni, ma averlo in maglia Virtus è stato un grande privilegio.

Matic ng: Ha fatto parte del roster, non dimenticherà facilmente questa annata.

Santiangeli 6.5: Gioca sottotono rispetto alla scora stagione a Scafati, ci mette un po’ per entrare nei meccanismi della Virtus. Nelle ultime settimane, però, il suo livello di pallacanestro cresce e si ritaglia un ruolo di primaria importanza. E’ stato bravo a gestire le difficoltà, ha avuto modo di mettere anche il suo sigillo sul successo finale.

All. Bucchi 8: L’uomo giusto al posto giusto. Tornato alla fine della scorsa stagione, dopo 13 anni dalla sua prima esperienza a Roma, ha salvato la squadra dall’oblio dei playout, utilizzando le macerie di quella squadra come base sulla quale ricostruire. Ha scelto uomini, prima ancora che giocatori, capaci di chiudersi in palestra e creare un gruppo che ha remato tutto dalla stessa parte. Nelle difficoltà ha isolato la squadra mettendoci la faccia, si è sempre esposto in prima persona per creare il clima giusto attorno al gruppo. Ci ha messo tanto della sua esperienza per raggiungere un traguardo impensabile al primo anno di progetto, obbligatorio confermarlo per far si che tutto ciò sia un punto di partenza.

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